Vaccini e Privacy: cosa succede

Dopo gli eventi mediatici che hanno portato alla luce il problema riguardo la sicurezza dei vaccini, molti genitori hanno deciso di sottrarre i propri figli all’obbligo della vaccinazione. La preoccupazione è dovuta al fatto che i vaccini provocherebbero l’autismo, un disturbo del neurosviluppo del bambino non curabile il quale compromette l’interazione sociale dello stesso e creando un deficit nella comunicazione verbale.

A causa della crescente paura causata da articoli e studi che sostengono l’associazione della vaccinazione alla patologia dell’autismo, si è ridotto notevolmente il numero di vaccini soprattutto in età infantile. L’istituto superiore della sanità ha riportato un rilevante calo delle vaccinazioni contro il morbillo causato dalla paura dei genitori che il proprio figlio contragga l’autismo.

A questo calo, è seguita una reazione inversamente proporzionale con conseguente aumento dei casi di morbillo.

Non dobbiamo preoccuparci poiché l’efficacia del sistema sanitario Italiano permette di prevenire il diffondersi di una malattia infettiva altamente pericolosa e di curare chi ne fa richiesta.

A questo scopo, lo stato Italiano ha preso le dovute precauzioni per prevenire il diffondersi di un’epidemia potenzialmente mortale per moltissimi italiani: il provvedimento riguarda l’obbligo di vaccinazione dei bambini in età infantile per potersi iscrivere agli istituti scolastici. Il rischio di contagio è elevato soprattutto perché tale malattia infettiva può portare alla morte, se non prevenuta e curata in tempo.

Ma il problema vero nasce proprio a seguito del D. L. 73/2017 riguardante le vaccinazioni: i genitori sono obbligati a vaccinare i propri figli e, chi per ovvi motivi è in ritardo o non ha ancora effettuato la vaccinazione, deve portare l’apposita documentazione riguardo le cronologia di quelle già effettuata o l’aver preso appuntamento con il proprio medico curante riguardo la vaccinazione.

L’attenzione però si è spostata su un altro argomento molto importante, connesso alle vaccinazioni ovvero la privacy. A causa dello scoppio di casi di morti per morbillo in età infantile, lo stato ha predisposto l’obbligo che gli istituti scolastici inviassero i dati al ministero della salute e alle aziende sanitarie locali per verificare il rispetto delle disposizioni sui vaccini.

Il Garante della privacy ha riscontrato un pericolo riguardante il flusso dei dati dalle scuole alle Asl e viceversa: il rischio riguardava la potenziale violazione di uno dei principi base della legge sulla privacy ovvero la diffusione di informazioni personali a terze parti (indipendentemente che siano o meno pubblici) senza previo consenso da parte del soggetto.

Con la Newsletter pubblicata sul sito del Garante della Privacy n. 365 del 1° settembre 2017, non è stata riscontrata la fattispecie riguardante la violazione del diritto alla segretezza dei dati poiché le finalità del trattamento sono pubbliche e vi è un interesse legittimo (la pubblica sicurezza).

In quanto vi è l’esistenza di tale obbligo normativo per i genitori, non viene considerata violazione dei dati la richiesta di certificazioni da parte dell’ente scolastico relativamente al libretto vaccinazioni. I fini per cui saranno utilizzati tali dati sono solo per obblighi di genere precauzionale e per preservare la sicurezza dei cittadini. Tuttavia, si invita sempre a informarsi riguardo le modalità di trattamento dati, sia questo una persona di fiducia o un completo estraneo. Il rischio di ritrovarsi con grossi problemi quali duplicazioni di carte di identità o falsificazione di carte pubbliche è ingente se non si è accorti riguardo a dove e come verranno trattati i dati.