Stanco degli avvisi pubblicitari sui social network?

Da adesso, se un indirizzo mail appare sui social network, ciò non equivale a consenso di ricevere comunicazioni a scopo commerciale.

I social network rappresentano il modo di comunicare della nuova generazione e diventa quasi un must per poter essere sempre connessi con chi ci sta intorno. Tuttavia, essendo strumenti di pubblico dominio e senza obbligo di pagamento per nessuno, questi diventano facile preda di società che decidono di comprare gli spazi presenti per pubblicizzare il loro prodotto in base alle nostre ricerche.

Una società ha fatto ricorso al garante della Privacy perché continuava a ricevere offerte finanziarie con prodotti in promozione alle caselle di posta elettronica dei propri promotori, senza che vi fosse stata data l’autorizzazione a tal proposito. Questa è un grosso problema poiché il nuovo GDPR, appena entrerà in vigore, facilità la possibilità di non ricevere più alcuna comunicazione commerciale con un semplice click ed è obbligo per tutte le ditte e società adeguarsi. Inoltre introduce il concetto di “consenso” che deve essere prestato in maniera volontaria.

La raccolta di indirizzi e-mail avveniva tramite i social network quali Linkedin, Facebook o presso fiere e manifestazioni (tramite i biglietti da visita) e pescando contatti sui social. Questo portava a caricare i dati su una piattaforma di terzi i quali poi provvedeva a inviare messaggi promozionali. Addirittura, questa società ha inviato negli ultimi due anni oltre 100.000 mail pubblicitarie ai contatti presi. Una media impressionante!

Il Garante ha, in base a quanto ricevuto, ha ritenuto illecito il modo in cui i dati sono stati raccolti poiché i dati di contatto (le e-mail) presenti sul profilo di una persona o raccolti durante una fiera, non equivale a silenzio-assenso nell’utilizzo per l’invio di mail a scopi promozionali.

La società si è difesa sostenendo che la pubblicazione di un contatto sui social network equivalesse come tale ma non è assolutamente cosi! Infatti i social network servono non per condividere i propri recapiti personali a chiunque sia “amico” o chiunque rientri nella sua rete ma hanno il semplice scopo di essere utilizzati per condividere informazioni come pensieri, foto ad altri utenti interessati (amici, parenti e conoscenti) e comunicare con gli altri. Una comunità virtuale. Come stabilito, vi è totale assenza di scopi commerciali e la pubblicazione non equivale ad un consenso nell’utilizzo di tali dati.

Iscriversi a un social network non comporta automaticamente il consenso a trattare le mail personali degli utenti. A tal proposito, deve essere fornita apposita documentazione da parte dei social network riguardo l’utilizzo della mail per invio di mail per fini commerciali.

Infine, è stato contestato alla società la mancanza del rilascio di una idonea informativa privacy. È stato prescritto l’obbligo di dover redigere una informativa privacy idonea che specifichi il consenso per autorizzare il trattamento dei dati.

Per avere una idea della sentenza del Garante riguardo tale situazione che si è creata, siete invitati a visionare l’articolo “Invio di e-mail promozionali senza consenso – 21 settembre 2017 [7221917]” dove è riportata tutta la sentenza in merito a tale fattispecie.