Droni: quando un semplice strumento ludico viene utilizzato impropriamente

Il drone è uno “aeromobile” a pilotaggio remoto o APR che ha la peculiarità di essere caratterizzato dall’assenza di un pilota al suo interno.

Il vantaggio del Drone è che non è necessario un pilota a bordo dello stesso poiché viene radiocomandato a distanza (il controllo remoto) e, grazie a questo, è possibile indirizzarlo dove lo si desidera.

Dopo l’uscita dei primi droni sul mercato elettronico/ludico (non vi è molta differenza nell’utilizzarlo per fini di divertimento o per finalità diverse), vi è stato un incredibile exploit di acquisti.

Ma fino a che il drone viene utilizzato per finalità di lavoro o ricreative riconosciute come lecite, il suo utilizzo è libero per chiunque: basta andare al negozio di elettronica di fiducia, comprarne uno, collegarlo e inizia il divertimento. E molti droni sono equipaggiati con una videocamera ad alta risoluzione.

Il problema sorge proprio per la presenza di questa telecamera. Infatti, un drone sprovvisto di videocamera o di dispositivi di registrazione sono di libero uso e consumo.

Possiamo comprarlo per uso personale o al nostro figlio/nipotino e il tutto rimarrà nell’ambito del divertimento. Il conflitto nasce con la presenza di strumenti di registrazione.

Questo viene detto perché navigando nel mondo del web, ci sarà capitato di vedere migliaia (ora milioni) di video di droni che volano commettendo gravissime infrazioni tra cui la più importante per tutti noi: la nostra privacy.
La testata giornalistica “Il Giornale” ha riportato in data 21/10/2014 un articolo in cui un ragazzo ha utilizzato il drone all’interno di una zona residenziale urbana e, sollevandolo, ha permesso di vedere dentro le abitazioni.

Alcuni hanno salutato come se la presenza del drone non li turbasse affatto ma ecco che arriva la sorpresa sul tetto dell’edificio: una ragazza, in topless e intenta a prendere l’abbronzatura, viene “colta in flagrante” nel suo attimo di tranquillità e rilassamento.

Colta di sprovvista, tenta di scacciarlo via ma il pilota riesce ad allontanarlo, evitando che lo possa colpire. Inutile dire che l’autore, sentendosi compiaciuto del gesto, lo ha pubblicato sui più noti social network oltre che sul più noto strumento di diffusione web: youtube.

Ma quali sono le implicazioni del suo gesto?

Per prima cosa, il nostro autore ha commesso un illecito punibile penalmente: ha ripreso una persona SENZA IL SUO ESPLICITO CONSENSO e, come tale, violando il cardine del GDPR 679/2016 all’art. 7. “consenso al trattamento dei dati”.

Secondo, lo ha pubblicato sui social media e sui social network senza l’autorizzazione e il consenso della parte interessata. In questo modo, non solo ha già violato la privacy di questa ragazza ma la ha resa pubblica. Ciò ha aggiunto gravità all’azione da lui commessa.

Terzo, anche se fosse stato impossibile raccogliere il consenso dei soggetti, non ha provveduto ad oscurare il volto o a renderlo irriconoscibile.
Cosa significa, questo, in termini di privacy? L’analisi sarà fatta sotto due aspetti: la vittima e il carnefice, ironicamente parlando.

Per le vittime, ciò comporterà che nessuno di noi sarà mai più al sicuro nella propria intimità.
Immaginatevi di essere con il vostro partner durante l’estate che fa caldo in un momento di intimità e con le persiane aperte o con i battenti aperti ma le tende tirate (per far entrare la brezza estiva se non avete un condizionatore).

Ecco, immaginatevi che adesso entri in quella stanza un drone con una videocamera e che vi riprende durante il vostro atto e che il giorno dopo diventaste virali su tutti i social network. Vi farebbe piacere trovarvi sulla bocca di parenti e amici? O vi farebbe piacere sapere che la vostra intimità sia stata derubata e che milioni di utenti sconosciuti vi guardino nei vostri gesti romantici? Credo che nessuno lo voglia, che nessuno di noi desideri
essere protagonisti di pornografia a nostra insaputa.

Per i “carnefici”, questo gesto va contro ogni regola e, soprattutto ora che entrerà il regolamento europeo sulla privacy, le sanzioni non saranno solo pecuniarie (e si sono inasprite parecchio) ma saranno anche amministrative e, a seconda della gravità del caso, anche penali (secondo la legislazione del paese, se lo prevede). Ciò perché molti utilizzatori dei droni non conoscono la regolamentazione a riguardo (presente sul sito www.enac.gov.it ).

Per concludere, l’uso dei droni sta portando sempre più alla diffusione di un nuovo genere pornografico che può coinvolgere l’intimità di milioni di persone nel mondo (soprattutto donne): i porno-droni. Non solo viene praticato da esperti nel settore, ma anche da persone ignare di tutto ciò (un esempio la doccia in spiaggia o mentre si prende la tintarella).

E questo uso dei droni potrebbe degenerare andando verso la pedo-pornografia poiché i bambini, ignari di quello che sia il drone e vedendolo come un gioco, non si renderebbero conto della gravità dei fatti.
Quindi, quando comprerete un drone per voi e i vostri figli, state attenti all’uso che ne fate e farete. Basta seguire poche semplici regole per godersi appieno l’acquisto del prodotto e per non infastidire altri soggetti. Perché così come il carnefice vuole mantenere la su intimità all’oscuro degli altri, anche le vittime vogliono vedere rispettata la propria.

E se vedete un drone che viola la vostra privacy, cercate sempre di capire chi lo sta comandando per potergli impedire qualsiasi diffusione senza il vostro consenso.

“Le nostre libertà finiscono dove iniziano quelle degli altri”

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